- Prefazione
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Premessa
- Perché questa guida
- A chi si rivolge
- Cosa troverai
- Cosa non troverai
- Come leggerla
- Come è stata scritta questa guida
- Feedback ed errata corrige
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Cos'è Claude Code
- Una breve storia
- Claude Code rispetto a Lovable, Replit e altri ambienti AI
- Quando conviene usarlo
- La curva di apprendimento
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Installazione e setup
- Piani compatibili
- Requisiti di sistema
- Installazione su macOS e Linux
- Installazione su Windows
- Installazione via WSL2 (consigliata per Windows)
- Installazione alternativa via npm (deprecata ma supportata)
- Verifica dell'installazione
- Autenticazione
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Il primo progetto end-to-end
- Step 1: Posizionati nella directory del progetto
- Step 2: Inizializza il progetto
- Step 3: Rivedi e personalizza CLAUDE.md
- Step 4: Prima richiesta
- Step 5: Esci dalla sessione
- Step 6: Riprendi dove hai lasciato
-
Comandi e scorciatoie essenziali
- La sintassi a comandi: perché funziona così
- Flag CLI essenziali
- Flag CLI avanzati
- Slash command: il cuore della sessione interattiva
- Slash command essenziali
- Slash command per workflow specifici
- Scorciatoie da tastiera
- La sintassi
@,!,/— i tre prefissi che cambiano tutto
-
Plan Mode: pensare prima di scrivere
- Perché è importante
- Come attivarlo
- Strumenti disponibili in Plan Mode
- Esempio di workflow con Plan Mode
- opusplan: il modello giusto per la cosa giusta
-
Prompt engineering: scrivere prompt efficaci
- Cos'è il prompt engineering e perché conta in CLI
- Anatomia di un prompt ben fatto
- Dai ruoli ai vincoli strutturali (la rivoluzione 2026)
- Le tecniche fondamentali
- Specificità di Claude Code rispetto alla chat
- Esempi before/after
- Anti-pattern comuni
- Promuovere un prompt: quando va in CLAUDE.md o in custom command
- Prompt library: archiviare e versionare
-
Memoria persistente: CLAUDE.md e Auto Memory
- Generare CLAUDE.md con /init
- Cosa mettere in CLAUDE.md
- Esempio 1: Plugin WordPress
- Esempio 2: Progetto Node/TypeScript generico
- CLAUDE.md gerarchici
- Auto Memory: cos'è e cosa cambia
- Requisiti e abilitazione
- Dove vivono le memorie
- Anatomia della cartella memory
- Auto Memory e subagent
- Quando disabilitarla
- CLAUDE.md vs Auto Memory: quando usare cosa
-
Gestione del contesto
- Cos'è il contesto e perché conta
- Cosa pesa nel contesto
- Segnali di contesto saturo
- Il comando
/context: leggere ed agire - Compressione:
/compacte/clear - Subagent: la strategia strutturale
- Modelli con finestra 1M token: quando passarci
- Regola pratica e mentalità
- Scegliere l'architettura giusta: tabella decisionale
-
Sicurezza e gestione dei permessi
- Il sistema dei permessi
- Configurare i permessi in
settings.json - Proteggere i segreti
- Modalità pericolose
- Prompt injection
-
Skill: il meccanismo di estensione
- Come funziona una Skill
- Skill native incluse — approfondimento
- Skill della community: una selezione curata
- Installare e gestire le skill
- Creare una Skill personalizzata
- Sicurezza delle skill di terzi
-
MCP: integrare servizi esterni
- Cos'è MCP e perché esiste
- Architettura del protocollo
- Configurare un server MCP esistente
- Server MCP utili: una selezione curata
- Creare un server MCP da zero: pubblicare su WordPress
- Sicurezza e considerazioni operative
-
Subagent: orchestrare lavoro specializzato
- Cosa sono e perché ti servono
- Subagent vs main agent: la differenza concreta
- I subagent built-in
- Creare un subagent custom
- Gerarchia di precedenza
- Invocazione automatica vs esplicita
- Parallelismo: pattern di delega multipla
- Ottimizzazione costi via model routing
- Quando NON usarli
- Subagent, Skill e Hook a confronto
-
Hook: automatizzare il lifecycle di Claude Code
- Cosa sono e a cosa servono
- Anatomia di un hook
- Eventi del lifecycle
- Matcher e ispezione (
/hooks) - Input e output
- Esempi pratici
- Sicurezza
- Gotchas e quando NON usarli
-
Plugin: pacchetti distribuibili
- Meccanismi di estensione di Claude Code: una mappa
- Cos'è un plugin e perché esiste
- Anatomia di un plugin
- Plugin marketplace
- Creare un plugin custom
- Distribuire un plugin
- Sicurezza e considerazioni operative
-
Workflow avanzati e tips
- Onboarding su un repository esistente
- Bug hunting con TDD
- Refactoring sicuro
- Audit di performance
- Vim mode
- Custom slash command
- Modalità headless per CI/CD
- Recap delle sessioni
- Checkpoint Git strategici
- Fork della conversazione
-
Conclusioni: perché la CLI e non solo la chat
- Contesto persistente: smettere di presentarsi ogni volta
- Autonomia agentica: esegue, non solo suggerisce
- Integrazione nel workflow reale
- Quando la chat resta la scelta giusta
- In sintesi
- Allegato A — Glossario
- Allegato B — Fonti
- Note sull'autore