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Claude Code

Una guida pratica per chi vuole iniziare ad usare Claude Code in modo professionale

Claude Code

Una guida pratica a Claude Code, scritta con Claude Code.

Oltre 300 pagine costruite sulla documentazione ufficiale Anthropic e verificate su Claude Code v2.1.311: dall'installazione a Plan Mode, CLAUDE.md, gestione del contesto, permessi, Skill, subagent, hook, MCP e plugin, con esempi reali su WordPress e Node.js invece di demo da slide. In apertura c'è una prefazione scritta da Claude Opus, che ha letto il manoscritto e lo ha commentato con franchezza.

Il libro è gratis: pay-what-you-want con minimo zero, decidi tu se e quanto contribuire. La licenza Creative Commons BY-SA 4.0 ti permette di redistribuirlo e modificarlo, citando la fonte e mantenendo la stessa licenza.

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About the Book

Aggiornamento di ottobre 2026 (versione 6.2). La guida è stata rivista capitolo per capitolo e aggiornata a ottobre 2026 sulla documentazione ufficiale Anthropic e su Claude Code v2.1.311: un nuovo capitolo sugli harness (Claude Code e gli altri agenti di coding), nuove sezioni su sandbox e managed settings, mod, sessioni parallele, programmate e remote, e sul passaggio dal prompt engineering al graph engineering. Chi ha già il libro trova la nuova versione nella propria libreria Leanpub, senza costi.

Claude Code è la CLI agentica di Anthropic che vive nel terminale dello sviluppatore: legge il codice, esegue i comandi, rispetta le convenzioni del progetto.

Questa guida pratica — pensata per chi vuole iniziare a usarla in modo professionale — copre installazione e setup, comandi quotidiani, Plan Mode, prompt engineering, gestione del contesto e dei permessi, hook, server MCP, subagent e Skill personalizzate.

Tutti i contenuti sono verificati sulla documentazione ufficiale Anthropic. Esempi concreti su PHP, JavaScript e WordPress. Niente hype: ogni capitolo dichiara dove lo strumento conviene davvero e dove no.

Rivolto a sviluppatori web con familiarità con terminale e Git, professionisti che vogliono integrare l'AI nel proprio workflow in modo consapevole, e team tecnici che stanno valutando l'adozione di strumenti AI agentici nei processi di sviluppo.

Author

About the Author

Maurizio Pelizzone

Mi chiamo **Maurizio Pelizzone**, sono Senior Software Architect, Co-titolare di **Mavida snc** (Torino) dal 2001 e formatore tecnico specializzato nell'ecosistema WordPress. In oltre vent'anni ho progettato e portato in produzione più di 200 progetti web per clienti nazionali, specializzandomi in architetture WordPress enterprise, sviluppo plugin e temi custom, migrazioni di piattaforme legacy e ottimizzazione performance/security. Dal 2010 sono **Speaker ricorrente ai WordCamp italiani** (Milano, Bologna, Torino, WordCamp Italia), con talk su Custom Post Types, Hardening & Security, Solutions Architecture e Full Site Editing. **Dal 2023 ho aggiunto un "superpotere" al mio workflow: l'Intelligenza Artificiale**, usandola come leva strategica per scrivere codice più pulito, scalabile e intelligente. Non come sostituto del mestiere, ma come amplificatore: vent'anni di PHP, WordPress e architetture software mi permettono di distinguere un suggerimento brillante da una scorciatoia rischiosa, e di dirigere l'AI verso soluzioni che reggono il peso della produzione. Oggi affianco alla consulenza tecnica per PMI e aziende nazionali un'attività di **formazione su AI tools, prompt engineering, vibe coding e automazione con N8N**, convinto che la combinazione tra esperienza artigianale del codice e utilizzo consapevole dell'AI sia la direzione in cui il nostro mestiere sta evolvendo. Questa guida nasce da quella convinzione: uno strumento come Claude Code non sostituisce lo sviluppatore, ma cambia il modo in cui lavora. Per usarlo bene servono le stesse virtù di sempre — rigore, curiosità, capacità di verificare — più un po' di disciplina nuova.

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Contents

Table of Contents

  • Prefazione
  • Premessa
    • Perché questa guida
    • A chi si rivolge
    • Cosa troverai
    • Cosa non troverai
    • Come leggerla
    • Come è stata scritta questa guida
    • Feedback ed errata corrige
  • 1. Cos'è Claude Code
    • 1.1 Una breve storia
    • 1.2 Claude Code rispetto a Lovable, Replit e altri ambienti AI
    • 1.3 Quando conviene usarlo
    • 1.4 La curva di apprendimento
    • 1.5 La linea temporale dei modelli Claude
    • 1.6 Modello e harness: cosa trasforma un modello in un agente
    • 1.7 Dal prompt engineering al graph engineering
  • 2. Installazione e setup
    • 2.1 Piani compatibili
    • 2.2 Requisiti di sistema
    • 2.3 Installazione su macOS e Linux
    • 2.4 Installazione su Windows
    • 2.5 Installazione via WSL2 (consigliata per Windows)
    • 2.6 Installazione alternativa via npm
    • 2.7 Verifica dell'installazione
    • 2.8 Autenticazione
  • 3. Il primo progetto end-to-end
    • 3.1 Step 1: Posizionati nella directory del progetto
    • 3.2 Step 2: Inizializza il progetto
    • 3.3 Step 3: Rivedi e personalizza CLAUDE.md
    • 3.4 Step 4: Prima richiesta
    • 3.5 Step 5: Esci dalla sessione
    • 3.6 Step 6: Riprendi dove hai lasciato
  • 4. Comandi e scorciatoie essenziali
    • 4.1 La sintassi a comandi: perché funziona così
    • 4.2 Flag CLI essenziali
    • 4.3 Flag CLI avanzati
    • 4.4 Slash command: il cuore della sessione interattiva
    • 4.5 Slash command essenziali
    • 4.6 Slash command per workflow specifici
    • 4.7 Scorciatoie da tastiera
    • 4.8 La sintassi @, !, / — i tre prefissi che cambiano tutto
  • 5. Plan Mode: pensare prima di scrivere
    • 5.1 Perché è importante
    • 5.2 Come attivarlo
    • 5.3 Strumenti disponibili in Plan Mode
    • 5.4 Esempio di workflow con Plan Mode
    • 5.5 opusplan: il modello giusto per la cosa giusta
  • 6. Prompt engineering: scrivere prompt efficaci
    • 6.1 Cos'è il prompt engineering e perché conta in CLI
    • 6.2 Anatomia di un prompt ben fatto
    • 6.3 Dai ruoli ai vincoli strutturali (la rivoluzione 2026)
    • 6.4 Le tecniche fondamentali
    • 6.5 Specificità di Claude Code rispetto alla chat
    • 6.6 I modelli della generazione 5: cosa togliere dai prompt e cosa aggiungere
    • 6.7 Esempi before/after
    • 6.8 Anti-pattern comuni
    • 6.9 Promuovere un prompt: quando va in CLAUDE.md o in custom command
    • 6.10 Prompt library: archiviare e versionare
  • 7. Memoria persistente: CLAUDE.md e Auto Memory
    • 7.1 Generare CLAUDE.md con /init
    • 7.2 Cosa mettere in CLAUDE.md
    • 7.3 Esempio 1: Plugin WordPress
    • 7.4 Esempio 2: Progetto Node/TypeScript generico
    • 7.5 CLAUDE.md gerarchici
    • 7.6 La lezione di Karpathy e le quattro regole di Forrest Chang
    • 7.7 Auto Memory: cos'è e cosa cambia
    • 7.8 Requisiti e abilitazione
    • 7.9 Dove vivono le memorie
    • 7.10 Anatomia della cartella memory
    • 7.11 Auto Memory e subagent
    • 7.12 Quando disabilitarla
    • 7.13 CLAUDE.md vs Auto Memory: quando usare cosa
  • 8. Gestione del contesto
    • 8.1 Cos'è il contesto e perché conta
    • 8.2 Cosa pesa nel contesto
    • 8.3 Segnali di contesto saturo
    • 8.4 Il comando /context: leggere e agire
    • 8.5 Compressione: /compact e /clear
    • 8.6 Subagent: la strategia strutturale
    • 8.7 Modelli con finestra 1M token: quando passarci
    • 8.8 Regola pratica e mentalità
    • 8.9 Scegliere l'architettura giusta: tabella decisionale
    • 8.10 Prompt cache e osservabilità del consumo
  • 9. Sicurezza, permessi e guardrail
    • 9.1 I guardrail di Claude Code: difesa in profondità
    • 9.2 Il sistema dei permessi
    • 9.3 Configurare i permessi in settings.json
    • 9.4 Proteggere i segreti
    • 9.5 Modalità pericolose
    • 9.6 Prompt injection
    • 9.7 I test come guardrail di correttezza
    • 9.8 Sandbox e managed settings
  • 10. Skill: il meccanismo di estensione
    • 10.1 Come funziona una Skill
    • 10.2 Skill bundled e repository anthropics/skills
    • 10.3 Skill della community: una selezione curata
    • 10.4 Installare e gestire le skill
    • 10.5 Creare una Skill personalizzata
    • 10.6 Sicurezza delle skill di terzi
  • 11. MCP: integrare servizi esterni
    • 11.1 Cos'è MCP e perché esiste
    • 11.2 Architettura del protocollo
    • 11.3 Configurare un server MCP esistente
    • 11.4 Server MCP utili: una selezione curata
    • 11.5 Creare un server MCP da zero: pubblicare su WordPress
    • 11.6 Sicurezza e considerazioni operative
    • 11.7 Gestire il costo dei server MCP sul contesto
  • 12. Subagent: orchestrare lavoro specializzato
    • 12.1 Cosa sono e perché ti servono
    • 12.2 Subagent vs main agent: la differenza concreta
    • 12.3 I subagent built-in
    • 12.4 Creare un subagent custom
    • 12.5 Gerarchia di precedenza
    • 12.6 Invocazione automatica vs esplicita
    • 12.7 Parallelismo: pattern di delega multipla
    • 12.8 Ottimizzazione costi via model routing
    • 12.9 Quando NON usarli
    • 12.10 Subagent, Skill e Hook a confronto
  • 13. Hook: automatizzare il lifecycle di Claude Code
    • 13.1 Cosa sono e a cosa servono
    • 13.2 Anatomia di un hook
    • 13.3 Eventi del lifecycle
    • 13.4 Matcher e ispezione (/hooks)
    • 13.5 Input e output
    • 13.6 Esempi pratici
    • 13.7 Sicurezza
    • 13.8 Gotchas e quando NON usarli
  • 14. Plugin: pacchetti distribuibili
    • 14.1 Meccanismi di estensione di Claude Code: una mappa
    • 14.2 Cos'è un plugin e perché esiste
    • 14.3 Anatomia di un plugin
    • 14.4 Plugin marketplace
    • 14.5 Creare un plugin custom
    • 14.6 Distribuire un plugin
    • 14.7 Sicurezza dei plugin di terzi
    • 14.8 Mod: plugin che cambiano Claude Code dall'interno
  • 15. Workflow avanzati e tips
    • 15.1 Onboarding su un repository esistente
    • 15.2 Bug hunting con TDD
    • 15.3 Refactoring sicuro
    • 15.4 Audit di performance
    • 15.5 Vim mode
    • 15.6 Custom slash command
    • 15.7 Modalità headless per CI/CD
    • 15.8 Recap delle sessioni
    • 15.9 Checkpoint Git strategici
    • 15.10 Fork della conversazione
    • 15.11 Orchestrazione su larga scala: i workflow dinamici
    • 15.12 Dare un obiettivo verificabile: /goal
    • 15.13 Oltre il terminale: sessioni parallele, programmate e remote
  • 16. Gli harness: Claude Code e gli altri agenti di coding
    • 16.1 Criteri di confronto: lo schema comune
    • 16.2 Claude Code (Anthropic)
    • 16.3 OpenAI Codex
    • 16.4 OpenCode
    • 16.5 Tabella comparativa
    • 16.6 Il resto del panorama
    • 16.7 Come scegliere
  • 17. Conclusioni: perché la CLI e non solo la chat
    • 17.1 Contesto persistente: smettere di presentarsi ogni volta
    • 17.2 Autonomia agentica: esegue, non solo suggerisce
    • 17.3 Integrazione nel workflow reale
    • 17.4 Quando la chat resta la scelta giusta
    • 17.5 In sintesi
  • Postfazione
  • Allegato A — Glossario
  • Allegato B — Fonti
  • Allegato C — Note di rilascio
  • Allegato D — Cronologia dei modelli
  • Note sull'autore

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