Cos’è Agile
Una breve descrizione di cosa è Agile e alcune sue declinazioni pratiche: saprete bene chein rete è possibile trovare migliaia di articoli su cosa è e cosa non è Agile, non vogliamo allungare questa lista; solo un consiglio: scegliete con cura cosa leggete.
Di seguito vogliamo fissare dei concetti chiave, limitando al minimo le interpretazioni personali.
Agile è definito da una serie di valori (quattro) e principi (dodici) formalizzati inizialmente nel 2001 dagli esponenti dei più importanti processi di sviluppo software (Scrum, XP, DSDM,ASD, FDD…).
Per i dettagli su valori e principi e sulla storia del manifesto, potete riferirvi al sito del manifesto.
Possiamo definire Agile un mindset: non definisce regole perché queste vengono definite dai framework di processo o di pratiche tecniche che si installano su Agile e ad esso appartengono (anche se, storicamente, Agile ne è la sintesi e temporalmente ne consegue).
I valori e i principi agili non servono solo a comprendere profondamente le regole dei framework agili, ma anche e soprattutto a guidarci nelle nostre scelte ogniqualvolta ci troviamo di fronte a un problema da risolvere e a opzioni da valutare; i principi e i valori agili saranno in questi casi la nostra bussola, che ci permette di fare valutazioni strategiche ponderate e mantenere una linea coerente e lungimirante.Va considerato, ciononostante, che il Manifesto ha ad oggi circa 20 anni e, sebbene sia ancora incredibilmente attuale, in taluni casi può risultare efficace la scelta di adeguare i valori e i principi al proprio specifico ambito, estendendoli alle proprie contingenti necessità derivanti dal contesto di adozione. Una azione di questo tipo, chiaramente, richiede un livello di comprensione dei principi agili e una maturità agile elevati, ovvero questa opzione è praticabile quando ci troviamo nella terza fase dello SHU-HA-RI (vedi sezione dedicata).
Focalizziamoci nuovamente sulla definizione di Agile: esso è un approccio sostenuto da innumerevoli pratiche, strumenti, framework e pattern che derivano principalmente da un approccio empirico e si basano sui principi e valori agili: l’ecosistema agile è estremamente vasto e in continua evoluzione; alcuni strumenti sono più maturi e riconosciuti, altri possono essere considerati sperimentali; fra i primi possono senz’altro essere menzionati i framework agili più comuni, quali Scrum e XP: questi framework sono un’implementazione dei principi e dei valori del Manifesto, largamente adottati in una moltitudine di scenari distinti.
Nonostante l’efficacia di questi framework sia ampiamente comprovata, quello che ci preme sottolineare è che applicare ciecamente gli strumenti dell’agilità non rende automaticamente.agili e non assicura alcun risultato: ciò che conta non è fare Agile, ma essere agili; oltre aduna conoscenza approfondita delle pratiche, serve una comprensione del perché esistano certe pratiche e degli obiettivi ai quali questi strumenti tendono.In estrema sintesi, cosa è Agile in cinque parole? Agile è: adattarsi per massimizzare il valore.
Questa breve frase è per noi un mantra che ci è servito e ci è tutt’ora utile sia per chiarire ai nostri interlocutori di cosa stiamo parlando, ma anche per ricordare a noi stessi quale obiettivo primario hanno le pratiche i processi che di volta in volta mettiamo in campo o sponsorizziamo; non vuole essere chiaramente una spiegazione esaustiva, ma ci richiama al fine delle nostre azioni e illumina il percorso che stiamo delineando.
SHU-HA-RI
Il concetto di SHU-HA-RI proviene dalle discipline tradizionali giapponesi, tra le quali le arti marziali, la calligrafia, la cura del bonsai: secondo lo zen il processo di apprendimento attraversa tre fasi:
SHU: fase iniziale, di studio, nella quale si imparano i concetti e le regole sotto l’insegnamento di un maestro. In questa fase la pratica segue esattamente la dottrina, con l’obiettivo di acquisire le competenze.
HA: seconda fase dell’apprendimento, nella quale la dottrina viene interiorizzata e profondamente compresa; si riflette e si comprende lo scopo delle tecniche, dopo averle consolidate nella fase precedente.
RI: terza fase dell’apprendimento: le tecniche sono state apprese e interiorizzate, adesso si trascende dalla dottrina e si modella una propria tecnica. Siamo nella fase della competenza inconscia e della sperimentazione.